Cardo

Il Cardo Mariano è una pianta erbacea vigorosa, tipica del bacino del Mediterraneo, appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Il suo fusto può raggiungere un'altezza di 1,5 metri, robusto, eretto e spesso ramificato. Le foglie sono grandi, pennatopennatifide, con margine spinoso. La caratteristica distintiva sono le venature bianche latiginose che spiccano sul verde brillante. I fiori sono capolini globosi di colore rosso-porpora, circondati da squame spinose. E i frutti sono acheni (frutto secco con un pericarpo più o meno indurito, a volte legnoso che contiene un unico seme distinto dal pericarpo) neri e lucidi, sormontati da un pappo bianco (un ciuffo di peli che ne favorisce la dispersione).

Il Cardo marianum contiene numerose sostanze a carattere curativo che sono contenute, principalmente, nei suoi frutti (erroneamente chiamati semi). Il complesso bioattivo più importante è la Silimarina, un insieme di flavonoidi e lignani: silibina (frazione più attiva), silicristina e silidianina. Anche acidi grassi insaturi, come l'acido linoleico e l'acido oleico. Infine flavonoidi liberi come la quercetina e il taxifolino che possiedono una spiccata azione antiossidante, proteine e vitamine. Sinergia: la vitamina E e i flavonoidi potenziano significativamente l'effetto della Silimarina. Mentre quest'ultima lavora attivamente per riparare le cellule epatiche danneggiate, gli antiossidanti creano uno scudo protettivo che neutralizza i radicali liberi, prevenendo l'insorgenza di nuovi danni. Assorbimento Ottimale: la Silimarina è una sostanza che si scioglie nei grassi (liposolubile) ma difficilmente nell'acqua. Per questo motivo, la presenza naturale degli acidi grassi all'interno della pianta è fondamentale: essi fungono da "veicolo", facilitando il passaggio del principio attivo nel sangue e garantendo che l'organismo possa assimilarlo in modo più completo ed efficace.

Per la presenza di queste sostanze il cardo si rivela utile in numerose patologie ed è adatto sia ad uso interno sia ad uso esterno. Il cardo è considerato il "re dei rimedi per il fegato". Ha azione epatoprotettiva perchè la silimarina modifica la membrana cellulare delle cellule del fegato impedendo la penetrazione di sostanze tossiche (alcol, farmaci, funghi velenosi). Ha azione rigeneratrice perchè stimola la sintesi proteica all'interno delle cellule epatiche, accelerando il processo di rigenerazione del fegato danneggiato. Come antiossidante neutralizza i radicali liberi e aumenta i livelli di glutatione nel fegato, potenziando le difese naturali dell'organismo contro lo stress ossidativo. Inoltre favorisce la secrezione biliare (azione colagoga), aiutando la digestione e il transito intestinale.
Uso interno: La forma più efficace, standardizzata in Silimarina (70-80%) è l'estratto secco in capsule. Utile per depurazioni profonde o supporto in caso di epatiti. Il dosaggio è di 1 - 2 capsule al giorno. Si usa anche la Tintura Madre, 30-40 gocce diluite in acqua, 2-3 volte al giorno per favorire la digestione. E la Tisana o Infuso di frutti schiacciati (circa 3g per tazza). Nota: la silimarina è poco solubile in acqua, quindi la tisana è meno potente degli estratti. Uso esterno: La silimarina agisce come uno "scudo" contro i danni ambientali: protegge le cellule cutanee dallo stress ossidativo causato dal sole (photoaging), anche se non sostituisce un filtro solare, ne potenzia l'efficacia riparando i danni ai tessuti. Inibisce alcuni enzimi che degradano il collagene, mantenendo la pelle elastica e riducendo la profondità delle rughe. E' utile nel trattamento dell'acne e della pelle grassa. Olio di Semi di Cardo Mariano: ricco di vitamina E e acidi grassi, si applica direttamente sulla pelle secca o screpolata per ripristinare il film idrolipidico. Sieri alla Silimarina: prodotti ad alta tecnologia spesso combinati con Vitamina C, usati come trattamento d'urto antiossidante per il viso. Creme Lenitive: formulate per pelli atopiche o soggette a prurito (presenti in farmacia per neonati e adulti). Infine Impacchi: preparare un infuso concentrato di frutti e tamponare le zone arrossate o eseguire lavaggi cutanei lenitivi.
Uso alimentare: foglie e coste lessate e gratinate, saltate in padella o fritte, simili ai cardi tradizionali. I fiori ricordano i carciofi e possono essere cucinati allo stesso modo. Con i semi, oltre agli infusi, si possono aromatizzare pane o dolci. Le radici e i fusti, in passato come verdura, hanno un gusto amarognolo ma gradevole.
Un esempio pratico è il tortino al cardo mariano, dove le coste vengono lessate e poi alternate a strati con formaggi, peperoncino e panna, cotte in forno fino a ottenere un piatto ricco e saporito
Controindicazioni: Sebbene sia una pianta sicura per la maggior parte delle persone, esistono alcune avvertenze. In caso di ipertensione può causare un leggero aumento della pressione arteriosa. Chi soffre di calcoli biliari deve consultare un medico, poiché l'effetto colagogo potrebbe stimolare il movimento dei calcoli. Possibili reazioni in chi è allergico alle Asteraceae (margherite, camomilla, ambrosia). In gravidanza e allattamento consultare sempre il medico o il farmacista, anche se tradizionalmente veniva usato per stimolare la montata lattea (effetto galattogeno).

Scheda scientifica

Cardo mariano
  1. Nome scientifico
    Silybum marianum L.
  2. Nome comune
    Cardo
  3. Famiglia
    Asteraceae.
  4. Parte utilizzata
    Radice, foglia, frutto, fiore (capolino)